Gabriella Poli

“LO SHIATSU CON CLIENTI IN UN PERIODO DI CRISI DELLA PROPRIA VITA”

 

(G. Poli)

Abstract del Seminario tenuto al Convegno Europeo di Shiatsu di Kiental, Ottobre 2007

 

 

Come possiamo definire una “crisi esistenziale” in termini di Shiatsu?  O meglio, dal momento che sto parlando della mia esperienza, come potrei definire una “crisi esistenziale” nei termini del  “mio” Shiatsu?

 

Prima di tutto, vorrei presentare la mia filosofia riguardo allo Shiatsu, cosa sia lo Shiatsu per me e, soprattutto, in che modo io creda che esso agisca.  Solo una volta chiariti questi concetti, potrò spiegare in che modo io utilizzi lo Shiatsu con clienti che stiano attraversando un periodo di crisi nella propria vita.

 

Non ho usato per caso parole come filosofia, credo, concetti.  Come tutti sappiamo, “la mente guida il Ki”, perciò i nostri concetti, idee e convinzioni influenzeranno fortemente il nostro Shiatsu e, di conseguenza, gli effetti di esso sui nostri clienti.

 

Quello che credo, che si basa sui miei studi ma soprattutto sulla mia esperienza personale,  è che lo Shiatsu abbia un effetto su tutti i livelli e aspetti della nostra vita:  le funzioni e i sistemi del nostro corpo, le emozioni, i pensieri, le nostre relazioni con noi stessi, con gli altri e con l’Universo.

 

Lo Shiatsu che io pratico è sostanzialmente lo stile Masunaga arricchito dalle idee innovative di Pauline Sasaki e Clifford Andrews.

 

Credo che l’aspetto più rivoluzionario dello stile Masunaga sia stato non solo l’introduzione dei Meridiani nel suo Shiatsu quanto lo sviluppo di un ‘idea completamente nuova di cosa sia un Meridiano.

 

Nello stile Masunaga il Meridiano non è solo un canale energetico con uno specifico percorso nel nostro corpo e con degli tsubo che hanno una posizione e un’azione molto precise, esso rappresenta anche una funzione vitale, un movimento della nostra vita che si esprime a tutti i livelli:  fisico (ossa, muscoli, tessuti, organi, sistemi, ecc.); emotivo (emozioni, sentimenti, esperienze, ecc.); mentale (pensieri, idee, concetti, principi, sistema di valori ecc.); spirituale (chi siamo, la nostra origine, il nostro destino, il nostro sentiero in questa vita ecc.).  Dunque il meridiano ha una natura yin, la sua struttura, e una natura yang, la sua funzione.

 

Masunaga dà ancora più risalto a questo concetto affermando che i meridiani, dal momento che sono funzioni, esistono anche in un organismo unicellulare come l’ameba:

 

Cito da “Esercizi  Zen per immagini”:

 

…..La circolazione del Ki è qualcosa che avviene in tutte le forme di vita……Possiamo considerare che anche le amebe abbiano i meridiani, dal momento che si muovono nel protoplasma ed esistono come entità viventi indipendenti.  Le Amebe adempiono alle funzioni vitali di base della locomozione, ingestione, eliminazione e riproduzione e sono anche capaci di avere reazioni di difesa, allo stesso modo delle più evolute forme di vita come quella umana.  Tutte queste funzioni vitali di base dipendono dall’attività dei meridiani.

 

Esploriamo ora quali siano queste funzioni vitali, queste espressioni della nostra vita e che tipo di informazioni ci possano offrire riguardo ai nostri clienti.  Vedremo in seguito come sia possibile lavorare concretamente con esse per sostenere i nostri clienti nel ritrovare la qualità della propria vita.

 

Funzione del Polmone e Intestino Crasso:  Assunzione del Ki ed  Eliminazione.

Questa funzione ci dà la facoltà di scambiare:  di portare all’interno dall’ambiente esterno e di lasciar andare da quello interno. Perciò ci  conferisce la capacità di creare i nostri confini, la nostra struttura a tutti i livelli.

Questa funzione si riferisce alla capacità di avere un buono scambio, una buona relazione con l’ambiente esterno attraverso confini permeabili e una struttura flessibile. Quindi, se non usata  nella sua potenzialità, ci parla di isolamento, solitudine, dolore, cordoglio, lutto, del bisogno di lasciare andare vecchie strutture di vita, di risentimento. Indica il bisogno di definire i propri confini, di avere il proprio spazio, di allontanarsi da situazioni “con-fuse” in cui si possa perdere la propria definizione, la propria struttura.  Ci parla del bisogno di perdonare noi stessi e gli altri.

 

Funzione dello Stomaco e Milza:  Assunzione e trasformazione delle sostanze nutrienti.

Questa funzione ci dà la facoltà di soddisfare i nostri bisogni: di andare a prendere ciò di cui abbiamo bisogno (nutrimento) e di scomporlo (trasformazione/digestione) così da poterlo utilizzare per rendere fertile la nostra vita.

Ci parla di soddisfazione, della capacità di prenderci cura di noi stessi e dei nostri bisogni, di avere un buon radicamento, di concretezza, della capacità di trasformare idee e pensieri in azioni concrete.   E di conseguenza anche di “situazioni” che debbano essere digerite, del bisogno di stabilità e concretezza, di una vita spesa a “nutrire” gli altri sperando di ricevere in cambio amore e sollecitudine, di insoddisfazione, di fame non saziata, della ricerca di nuovi obiettivi.

 

Funzione del Cuore e Intestino Tenue:  Interpretazione, Integrazione, Assorbimento e Assimilazione.

Questa funzione ci dà la facoltà di portare nel nostro “centro” le informazioni e gli stimoli che riceviamo dal mondo attraverso i sensi, per interpretarli, integrarli e convertirli in esperienza e consapevolezza e per esprimere e manifestare noi stessi a partire da questo “centro”.

Quindi ci parla di consapevolezza e coscienza, di autostima, di stabilità emotiva, della capacità di esprimere noi stessi, la nostra essenza nel mondo e di conseguenza anche del bisogno di una conoscenza più profonda del nostro “Sé”, della poca autostima, di essere separati dalla nostra Origine, di timidezza, insicurezza, vulnerabilità, di esperienze negative e traumatiche non risolte.

 

Funzione della Vescica e Reni:  Purificazione e Spinta.

Questa funzione ci dà la facoltà di regolare e mantenere un equilibrio nella nostra vita tra attività (impeto, la spinta vitale) e riposo (rigenerazione, purificazione) così da avere vitalità.

Ci parla della “spinta” della vita, dell’istinto di sopravvivenza, di fiducia nella vita, di coraggio, di ambizione, di saggezza, del nostro percorso di vita; e quindi anche di paura, pessimismo, apatia, di situazioni di stress da lungo tempo non risolte, di stanchezza, debolezza, del sentirsi inadeguati, della difficoltà a fronteggiare le sfide della vita.

 

Funzione del Mastro del Cuore e Triplice Riscaldatore:  Circolazione e Protezione.  Questa funzione ci dà la facoltà di far circolare la nostra vita e di proteggere noi e il nostro  “centro” attraverso la circolazione della nostra vita.

Ci consente di vivere la vita pienamente in tutti i suoi aspetti, mantenendo allo stesso tempo protetto il nostro centro, il nostro Sé, non permettendo che esso venga minacciato o messo in pericolo.  Ci parla di quella protezione che deriva dall’essere presenti e attivi in tutti gli aspetti del nostro sistema (così come fa il sangue, che circolando in tutto il corpo lo mantiene “vivo” e “caldo”)  e dunque potrebbe esprimersi anche come vulnerabilità, difficoltà a comunicare con gli altri, o accettazione di situazioni e relazioni affettive che minaccino la nostra integrità, la nostra dignità, o che ci sottopongano a violenza, ingiustizia, abusi.

 

Funzione della Vescica Biliare e Fegato:  Distribuzione e Decisione; Deposito, Pianificazione e Detossificazione.

Questa funzione ci garantisce la “libertà di movimento” a tutti i livelli.

Ci dà la capacità di scegliere in quale direzione vogliamo andare per realizzare i nostri progetti, la capacità di controllare la nostra vita, di prenderci la responsabilità delle nostre decisioni, di utilizzare il potere della rabbia per cambiare ciò che non ci piace della nostra vita.  Ci dà una visione chiara, una visione che vada oltre il presente, insieme alla capacità di poter portare a compimento questa visione, e quindi può riferirsi anche a confusione, incertezza, indecisione, progetti non realistici, rabbia implosiva, dipendenza.

 

Nel mio Shiatsu, insieme alla teoria dei meridiani/funzioni utilizzo, per la valutazione energetica, il concetto di kyo-jitsu.  La visione “quantitativa” tradizionale di kyo e jitsu come “vuoto” e “pieno” diviene troppo limitata e riduttiva se vogliamo essere coerenti con il concetto di funzione come espressione di una “qualità energetica”, di un “movimento del nostro Ki”.  In questa visione più ampia kyo e jitsu non rappresentano soltanto una “quantità” di energia che possiamo disperdere o tonificare, ma anche due “qualità” energetiche, due espressioni del Ki nella nostra vita, due funzioni che interagiscono. In questo modo kyo e jitsu divengono le due espressioni di quell’ “unità” che è l’essere umano.

 

E’ proprio lavorando con il movimento e l’interazione delle funzioni kyo-jitsu che si presentano nella valutazione di hara o di schiena, che noi possiamo aiutare i nostri clienti a superare le crisi della vita, dando loro supporto nel ristabilire il movimento delle funzioni vitali e infine permettendo loro di recuperare tutte le proprie possibilità e potenzialità.

 

Ecco alcuni esempi pratici:

 

Cuore Kyo / Stomaco Jitsu

 

Il ricevente sta attraversando un periodo di mancanza di fiducia in se stesso, di instabilità emotiva. Si sente estremamente vulnerabile (Cuore) e insoddisfatto, ha la sensazione di aver bisogno di qualcosa ma non sa bene cosa (Stomaco).  Attraverso il lavoro su queste due funzioni, possiamo sostenere il ricevente a entrare sempre più in contatto con la sua vera natura, con il suo “sé”, per sviluppare la sua autostima. Una volta divenuto più consapevole di se stesso, il nostro cliente potrà individuare e raggiungere i propri obiettivi più facilmente, soddisfare i propri bisogni, nutrire se stesso con il cibo che renderà la sua vita più ricca e feconda.

 

Fegato kyo / Intestino Crasso Jitsu

 

Il ricevente è confuso, indeciso (Fegato), si sente troppo stretto e imprigionato nella sua situazione di vita presente (Intestino Crasso), sente di non avere spazio a sufficienza per muoversi liberamente (Intestino Crasso/Fegato). Attraverso il nostro lavoro sui suoi meridiani/funzioni possiamo aiutarlo e sostenerlo nel recuperare e ridefinire il proprio spazio così che possa avere la chiarezza mentale e la libertà di decidere in quale direzione egli voglia andare.

 

Rene Kyo / Cuore Jitsu

 

Il nostro ricevente è sovra-sollecitato dal lavoro, da problemi economici, è sfinito ma non è più in grado di fermarsi e riposare, non riesce a dormire bene (Rene). Tutta questa situazione gli provoca ansia e sempre più spesso tachicardia e questo lo rende ancora più ansioso (Cuore).  Ha perso contatto con il suo Sé (Cuore), è sempre un passo avanti, sempre indaffarato, sempre sotto stress (Rene). Lavorando con le funzioni di Rene e Cuore possiamo sostenerlo nel ritrovare la sua capacità di fermarsi, di essere in grado di entrare di nuovo in contatto con il suo  “silenzio” interiore, di divenire più consapevole di se stesso e di quali siano le sue priorità nella vita.

 

Mastro del Cuore Kyo / Intestino Tenue Jitsu

 

Il cliente ha subito delle esperienze traumatiche durante l’adolescenza, esperienze di violenza e abuso psicologico (Intestino Tenue) e, di conseguenza, si è chiuso nei confronti delle relazioni affettive, dei sentimenti e delle emozioni, della vita stessa (Mastro del Cuore).  Lavorando queste due funzioni possiamo aiutare il ricevente ad assimilare i suoi traumi passati, a integrarli nel suo sistema energetico, a convertirli in esperienze di vita, così che possa recuperare la possibilità di vivere pienamente la propria vita e di condividerla con le persone amate.

 

Naturalmente, poiché la vera natura del Ki è movimento e trasformazione, i nostri clienti non avranno sempre lo stesso movimento kyo/jitsu. Ma, di solito, c’è la tendenza  a trovare nelle prime sedute un movimento kyo/jitsu simile o almeno un modello energetico dominante.  Comunque, seduta dopo seduta, vedremo come questo modello  “si espanda”, come una stessa funzione venga usata “in tutta la sua potenzialità” e come emergano altre funzioni e diversi movimenti kyo-jitsu.  Questi nuovi movimenti mostreranno come il modello energetico del ricevente stia evolvendo, come altre potenzialità stiano poco a poco emergendo e come la persona stia ritrovando tutte le possibilità di vivere la propria vita pienamente.

 

Dopo aver chiarito in questa introduzione i concetti di base e i principi del mio Shiatsu, posso ora spiegare cosa io faccia effettivamente nei trattamenti, per sostenere e aiutare quei clienti che stiano attraversando un periodo di crisi nella propria vita.

 

Quando viene da me un cliente con un problema esistenziale, le mie principali linee direttive sono le due funzioni (kyo-jitsu) trovate nella valutazione di hara o di schiena e la loro interrelazione.  Naturalmente tengo in considerazione anche tutte le altre shin, ma l’interrelazione tra le due funzioni rimarrà il “nucleo” al quale rimandare tutte le altre informazioni ricevute (bo-shin, bun-shin, mon-shin, setsu-shin).

 

In pratica, quando lavoro con i due meridiani, entro in contatto e interagisco con le funzioni corrispondenti a tutti i livelli.  Stabilisco dunque un approccio globale con l’intero sistema energetico del ricevente, attraverso le due funzioni dominanti della sua vita nel “qui e ora” del trattamento. Inoltre, dal momento che mi sto occupando del cliente come "uno” che si manifesta nelle due funzioni, cercherò di essere totalmente presente nel contatto (corpo/mente/spirito) per rinforzare nel cliente stesso l’esperienza della propria interezza.

 

Per questo motivo, quando inizio un trattamento, cerco per prima cosa di stabilire ciò che definirei un “contatto di base” con il ricevente, un contatto complessivo con il suo sistema energetico e con le funzioni dominanti.  Mantengo un’attitudine aperta all’ascolto, in modo da ricevere qualsiasi informazione arrivi dal contatto, come ad esempio in che modo le due funzioni interagiscano, quale sia il livello di espressione dominante delle due funzioni (fisico, emotivo, mentale o spirituale), quale aspetto delle funzioni sia più presente (per esempio se lavoro il meridiano del Polmone, potrebbe essere confini, scambio, struttura, lasciare andare ecc.), dove nel corpo le funzioni abbiano un’espressione più forte, dove io possa contattarle meglio, se ci siano blocchi energetici, stress o traumi passati non risolti, ecc. ecc..

 

“Rispondo” a queste informazioni attraverso il mio tocco, usando la profondità dell’appoggio, il ritmo del lavoro, il “modelling”, il “mindset”,  lo “scanning temporale” e le tecniche di rilascio della fascia. In breve, intrattengo un dialogo non verbale con le funzioni del ricevente attraverso il mio tocco.

 

Ricerco la profondità dell’appoggio e il ritmo di lavoro che mi permettano il contatto più ampio e profondo con i meridiani/funzioni. Cerco di sintonizzarmi con la vibrazione dei meridiani/funzioni, con il fluire della vita del ricevente e provo a sperimentare insieme a lui, attraverso ogni tocco, questa sensazione molto speciale di essere in piena e reciproca sintonia.

 

Con il modelling divengo io stessa un modello per il ricevente, attraverso il modo in cui regolo la mia energia nel mio intero sistema (corpo/mente/spirito).  Se, per esempio, l’informazione che colgo dal contatto con il ricevente è un suo bisogno di “silenzio” e “introspezione” proverò ad “agire” e far vibrare questo silenzio e questa introspezione in tutto il mio sistema energetico (usando un movimento del corpo, un atteggiamento, un’idea, un’immagine) così che il cliente possa ricevere questa “offerta”, questo “suggerimento” attraverso la risonanza del mio sistema energetico con il suo.

 

Con il mindset uso consapevolmente la mia mente e i miei pensieri.  Come ho citato prima , “la mente guida il ki”. Per questo ciò che io penso durante il trattamento passerà attraverso il mio tocco.  Per esempio, posso offrire al ricevente un’immagine o un’idea di  “silenzio”, pensare e suggerire attraverso il mio tocco:  “che ne dici di sperimentare il piacere del silenzio profondo, di uno stato di quiete, come lo senti? ”

 

Con lo scanning temporale, di cui ho fatto esperienza con Clifford Andrews, ho un altro strumento molto efficace per trattare clienti in periodi di crisi esistenziale.  Piuttosto spesso i clienti sono energeticamente bloccati nel passato a causa di traumi fisici, emotivi, mentali o spirituali: un incidente, una malattia molto grave, la perdita di una persona cara, abusi, assoggettamento morale ecc.  La tecnica consiste nel fare uno scanning del campo energetico del ricevente tornando indietro nel tempo fino a raggiungere il periodo in cui si è vissuto il trauma.  Una volta che si è energeticamente “là”, si può interagire con le funzioni che erano predominanti in quel momento e così sostenere il sistema energetico del ricevente nel risolvere quel trauma.

 

Io integro nel mio Shiatsu anche le tecniche di rilascio della fascia, poiché le considero uno strumento molto utile per rilasciare quelle che potremmo definire  “cisti energetiche”, luoghi del nostro corpo in cui l’energia collegata a tensioni non risolte è bloccata e trattenuta.  Dal momento che la fascia rappresenta il livello energetico intermedio tra le nostre strutture più dense (ossa, muscoli, legamenti, organi, ecc.) e le nostre strutture più espanse (emozioni, pensieri e spiritualità), il rilascio di questo tessuto permette che la guarigione avvenga nei diversi livelli.  Inoltre ho scoperto, attraverso la mia esperienza, che la fascia e i meridiani sono collegati energeticamente in modo molto stretto, per cui il lavoro sui meridiani ha un effetto sulla fascia e viceversa.

 

Per concludere, nella mia esperienza una crisi esistenziale, così come ogni altro “mal-essere” o “dis-agio” dell’essere umano a qualsiasi livello esso si riveli, è una manifestazione e un’espressione del suo Ki, un movimento della sua vita che ha bisogno di recuperare tutte le proprie capacità naturali.  Tutto ciò che dobbiamo fare, quindi, è stabilire un contatto profondo, ampio, totale con il sistema energetico del nostro cliente e le sue espressioni predominanti  e sostenere e stimolare il suo Ki a ritrovare la propria potenziale vibrazione, il proprio movimento naturale.  In breve, a sostenere semplicemente la vita nel ritrovare quello che per natura è il suo vero potenziale.

 

Lo Shiatsu rappresenta uno strumento molto speciale per sostenere la vita così come è e come si mostra a noi, senza giudizio, nel rispetto dei nostri clienti, della loro libertà di scelta, delle loro possibilità, dei loro tempi.  Lo Shiatsu è una disciplina di sostegno alla vita che sostiene ma senza forzare o costringere, che lascia spazio e allo stesso tempo offre incredibili possibilità di cambiamento, di sviluppo, di guarigione nel più ampio significato che possiamo dare a questa parola.